Quando si parla di piegatrici industriali e della loro importanza all'interno di una azienda per aumentarne la produttività, si associano due termini che, solo superficialmente, potrebbero sembrare strettamente connessi: “efficienza” e “risparmio. Per quanto la connessione tra questi due aspetti sia reale, perché fare efficienza molto spesso ha tra i suoi risultati l'ottenimento di un risparmio –che sia di materiale, di energia, di tempo o di fatica–, si tratta però di due fattori distinti. Efficientare un sistema, una linea di produzione, un processo o anche solo un singolo macchinario significa riuscire a sfruttare al meglio ciò che si ha a disposizione, le sue caratteristiche e le risorse, elementi che devono lavorare in concerto per dare il migliore risultato possibile in base agli obiettivi da raggiungere. Il tutto con un'attenzione alla riduzione degli sprechi. Il cuore della macchina: la zona lavoro La possibilità di personalizzare un macchinario in base alle esigenze operative specifiche dell'azienda che lo andrà poi a utilizzare diventa fondamentale per aumentarne l'efficienza produttiva e, conseguentemente, la capacità competitiva. Nello specifico delle macchine per la lavorazione della lamiera, come le piegatrici industriali, un elemento importante è la zona lavoro. Da questa postazione si gestiscono le operazioni di macchina e si imposta il flusso di produzione, è quindi essenziale riuscire ad assicurare la migliore interazione uomo-macchina, da cui dipende una parte rilevante della qualità finale di ciò che si produce. Il comfort durante le fasi di lavoro e l'ergonomia della postazione sono forse i primi elementi a cui si pensa ma, per quanto importanti, non sono certo gli unici fattori da considerare, determinanti sono infatti i seguenti elementi: l'adattabilità della zona lavoro, che permette di gestire in sicurezza tutte le fasi della lavorazione e di passare agilmente a mansioni diverse, assicurando così la produzione di lotti differenti, anche piccoli, con la massima riduzione delle tempistiche; la configurazione su misura della postazione per un accesso ideale ai vari utensili; il layout della macchina, così da adattarla allo spazio in cui deve essere collocata; la sicurezza, con il rispetto rigoroso della normativa vigente in tema. I cardini dell'efficienza Più in generale poi, nella ricerca dell'efficienza intervengono sia elementi generici, ovvero comuni accorgimenti applicabili a qualsiasi condizione lavorativa, sia fattori specifici che si basano sulle peculiarità di ogni singola lavorazione o esigenza produttiva e possono essere, quindi, differenti da situazione a situazione, anche qualora interessino la stessa tipologia di macchina. La ricerca dell'efficienza diventa quindi un vero e proprio processo strategico aziendale che, oltre a quanto sinora considerato, fa perno su alcuni fattori fondamentali: la collaborazione tra fornitore e utilizzatore. Sapere capire e interpretare le necessità di un'azienda diventa il lasciapassare verso nuove fette di mercato. Già in fase di progettazione –si pensi sempre alle caratteristiche sopra descritte della zona lavoro– il confronto con il cliente permette la realizzazione di soluzioni su misura, in grado di rendere unico un prodotto standard e di assecondare i bisogni dell'azienda utilizzatrice. la capacità di sapere guardare al mercato, comprenderne i trend e, qualora possibile, anticiparli, con uno sguardo attento in particolare a tutto ciò che è innovazione. Rientra in questo ambito anche l'attenzione alla progettazione di soluzioni capaci di garantire elevate prestazioni, risparmio energetico e di risorse, e un impatto ambientale ridotto. avvalersi a propria volta di fornitori competenti e certificati. La scelta dei partner lungo la catena di fornitura determina la qualità finale del macchinario, in termini di livello qualitativo dei materiali forniti, di velocità nella risposta e di rispetto delle tempistiche di fornitura, chiamate a essere sempre più rapide. fornire un pre e post vendita strutturati e in grado di rispondere alle esigenze della propria clientela, possibilmente con soluzioni su misura. Dalla consulenza progettuale alla fornitura di pezzi di ricambio, fino all'assistenza e alla manutenzione, il servizio offerto –in loco o da remoto che sia– dovrà essere qualificato, effettuato con precisione e con una pronta risposta. investire in una continua R&S (Ricerca e Sviluppo) incentrata sui materiali, sui componenti e sulle tecnologie più innovative. I fatti dimostrano la validità di questo approccio, le aziende che hanno saputo sviluppare una flessibilità nella gestione e realizzazione dei propri macchinari sono riuscite non solo a mantenere ma addirittura ad aumentare le proprie quote di mercato, persino nei lunghi anni della crisi economica. In sostanza, diventare efficienti per potere garantire a propria volta soluzioni che portino l'efficienza all'interno del processo produttivo delle aziende clienti. Scegli la giusta macchina: scarica ora il manuale gratuito sulla presso piegatura che trovi gratuitamente qui sotto.
Le leggi di cui tenere conto sia in Europa, sia fuori dal contesto europeo, sono numerose, così come le normative e i certificati di sicurezza. Vediamo di capire l'importanza e i campi di applicazione delle leggi, ma anche dei decreti legislativi di chi è sottoposto a tali obblighi e come questo può aiutare a scegliere il meglio nell'ambito delle presse piegatrici. L'importanza dei certificati Sono innanzitutto i costruttori dei prodotti a essere i primi coinvolti nell'ambito delle leggi e delle certificazioni: una volta individuata la pressa piegatrice, si deve cercare di capire se questa mantenga gli standard che tali leggi o normative richiedono. A tal proposito abbiamo consultato il manuale dell'Inail (ex Ispesl) per l'utilizzo in sicurezza delle presse piegatrici (Caratteristiche di funzionalità e sicurezza dei dispositivi a protezione del fronte lavorativo delle presse piegatrici idrauliche). La legislazione è costruita dalle leggi dello Stato già operanti (in questo caso come si intende il “D.P.R. 27 Aprile 1955 n. 547 “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”), nonché delle direttive europee recepite e tramutate in leggi che si applicano al campo delle macchine dove la presenza di macchine per la lavorazione a freddo dei metalli è significativa. Norme, leggi e decreti in Italia I contenuti del suddetto Decreto vengono applicati al D.P.R. 547/55 alle presse piegatrici, più in generale al titolo IV “Norme particolari di protezione per determinate macchine”, nel capo VI “Presse e Cesoie”: il 115 recita che le presse, le trance e le macchine simili devono “essere munite di ripari o dispositivi atti a evitare che le mani o altre parti del corpo siano offese dal punzone o da altri organi mobili lavoratori”; il 117 prevede che ci debba essere un movimento lento e altri dispositivi o accorgimenti per eliminare eventuali pericoli; il 78 prevede un comando a pedale; il 77 prevede la collocazione dei comandi di messa a moto; secondo il 76 ogni macchina deve avere un organo di comando per la messa in moto e l'arresto ben riconoscibili e a facile portata del lavoratore. I requisiti di sicurezza Il costruttore ha quindi l'obbligo di produrre macchine rispondenti ai requisiti essenziali di sicurezza, ma sottolineiamo che il documento di una norma tecnica viene reso obbligatorio solo se ne viene fatto cenno all'interno di una legge, altrimenti il costruttore può inserire tale norma su base volontaria. Quali sono i sistemi e le tecnologie per i quali l'Italia e la Comunità Europea tutta si danno un gran daffare in ambito legislativo li vedremo più avanti. I pro e contro dei sistemi Diversi sistemi, diversi pro e contro. Ciò che abbiamo detto prima in sostanza sulle norme e i decreti si ribalta di fatto sulla tecnologia: per quanto riguarda la barriera fotoelettrica i limiti di impiego sono quelli di pezzi e scatolati di piccole dimensioni, la possibilità di riflessione dei raggi infrarossi con l'utilizzo di lamiere riflettenti o il pericolo per l'operatore nel caso di errore nell'impostazione del punto di muting (o soppressione), mentre i pregi sono la protezione elevata, la possibilità di operare con barriera in verticale o in orizzontale e con ogni tipo di utensile. Per i sistemi laser che si muovono con la traversa i pregi sono proprio quelli di lavorare con pezzi piccoli e scatolati e i limiti di impiego riguardano un punto di soppressione molto alto o il rispetto della distanza di sicurezza solo in particolari condizioni di lavoro, il pericolo nel caso di sostituzione del punzone. Vecchie tecnologie inadeguate Per i sistemi di monitoraggio fissati alla tavola della pressa piegatrice c'è il monitoraggio al laser, che però – come il monitoraggio a luce non coerente che vedremo più sotto - non è più rappresentativo dello stato dell'arte di queste macchine. Il primo non garantisce la protezione completa della zona pericolosa, è obbligato a frequenti regolazioni della posizione del raggio e, nel caso di lamiere non perfettamente piane, la regolazione risulta difficile. Il monitoraggio a luce non coerente, invece, ha un raggio infrarosso che può essere riflesso dalla lamiera in lavorazione e la divergenza del raggio non garantisce il corretto funzionamento Tx-Rx. Cerchiamo ora di capire le differenti caratteristiche che una macchina deve avere per essere sicura a norma di legge. L'importanza delle varie fasi “La macchina pressa piegatrice deve già in fase di progettazione tenere conto del principio di integrazione della sicurezza che riguarda non solo l’uso della macchina in servizio, ma anche delle fasi di regolazione, manutenzione, montaggio e smontaggio” cita il manuale di sicurezza Inail sulle presse piegatrici. Quindi il momento migliore per raggiungere gli obbiettivi, mettendo in sicurezza le presse piegatrici, è – come si sarà compreso – quello definito nella fase di progettazione, poiché nello stampaggio di lamiere non si può lasciare nulla al caso e per raggiungere tali obbiettivi partiamo dal presupposto che la macchina che vogliamo acquistare e inserire in azienda deve essere più sicura di un'astronave. I fattori da considerare Iniziamo da qui: muting (inibizione) e blanking (soppressione). Per il muting, si tratta del fatto che le presse piegatrici sono solitamente progettate in modo che per un tratto della corsa il punzone abbia una certa velocità (per esempio 100mm/s). Successivamente, in un punto chiamato “di muting” programmato con il CNC a bordo macchina, il punzone prosegue la sua corsa fino a piega eseguita a bassa velocità (≤10 mm/s). Questo funzionamento è possibile se la macchina è provvista di un comando ad azione mantenuta e un sistema con dispositivo di sicurezza a fotocellula. Il blanking, invece, è una funzione disponibile per barriere ottiche in cui alcune parti del campo sensibile possono essere disattivate. Questo vuol dire che una o più aree della zona di rilevazione della barriera ottica sono rese inattive per poter permettere a una parte del pezzo in lavorazione di entrare nella zona di rilevazione senza attivare il dispositivo di protezione. La soppressione può essere incorporata nel dispositivo di protezione optoelettronico solo finché la distanza di sicurezza è tale da garantire che raggiungere la zona pericolosa sia impossibile. Gli altri punti di sicurezza Ci rendiamo conto che un solo post non può essere esaustivo dell'argomento, ma continuiamo qui con gli altri punti in una sorta di elenco ipotetico se vogliamo acquistare una buona pressa piegatrice: dobbiamo, per esempio, fare caso alla configurazione delle barriere materiali (ripari che possono essere di due tipi: fisso a segregazione totale che impedisce l’accesso alla zona pericolosa da tutti i lati, saldamente assicurato alla macchina, a un’altra struttura rigida o al pavimento e quello detto “a riparo interbloccato” associato a un microinterruttore, fatto apposta per impedire, se utilizzato assieme ai ripari fissi, l’accesso alla zona pericolosa durante qualsiasi movimento pericoloso) e barriere immateriali (si intendono fotocellule di sicurezza composte da apparecchi di protezione elettro sensibili che utilizzano dispositivi di protezione optoelettronici attivi dove la sicurezza dell’operatore è data dal rilevamento della parte del corpo umano che entra nella zona pericolosa e provoca l’arresto dei movimenti pericolosi). E poi ancora in posizione verticale o in posizione orizzontale, sistemi laser scanner, comando a due mani, con altre zone del corpo da proteggere come la zona anteriore, laterale e posteriore di chi lavora a una pressa piegatrice, sono solo alcuni dei fattori che dobbiamo tenere presenti quando parliamo di sicurezza delle macchine. Progettisti, produttori e sicurezza I progettisti devono prendere tutte le misure pratiche per garantire che i dispositivi inseriti nelle macchine che progettano non diventino un pericolo per chiunque costruisca, installi, usi, mantenga o effettui riparazioni, mentre sia i progettisti, i produttori e i fornitori di presse piegatrici e dispositivi di protezione individuali hanno doveri legali che devono soddisfare anche tutte le norme internazionali. Infatti, i differenti sistemi di comando come quello a due mani o il pedale a tre posizioni e in generale tutti i sistemi di comando e controllo della pressa piegatrice e i componenti di sicurezza a essi associati (laser, scanner e via dicendo) hanno per le presse piegatrici una rilevanza primaria. Tenendo in considerazione tutte le caratteristiche precedentemente elencate, si troverà ad assicurare una maggior sicurezza anche se si sta cercando di acquistare nel mercato dell'usato: ampio e ben fornito e, come abbiamo potuto notare, che ogni costruttore ha in casa. Ora che sai le caratteristiche che una pressa piegatrice deve avere per essere a norma, scegli quella giusta per te: scarica ora il manuale di pressopiegatura che trovi gratuitamente qui sotto.
La piegatura robotizzata ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni. In un contesto dominato da produzioni di tante piccole serie, scarsità di manodopera, tempi di consegna sempre più ridotti, questi sistemi permettono di automatizzare processi prima impossibili da fare. VICLA ha progettato la linea MATRIX, le isole di piegatura robotizzata completamente personalizzabili, nate per rispondere alle reali necessità dei clienti. Perché guardare all'automazione in piegatura? Negli ultimi decenni, le industrie di ogni settore hanno assistito e preso parte ad un significativo cambiamento verso l'automazione, con soluzioni per ogni aspetto della produzione, dalle linee automatizzate di gestione del magazzino fino alle celle robotizzate di piegatura. Nel campo della lavorazione dei metalli, l'integrazione delle celle di lavorazione automatiche ha rivoluzionato il processo di piegatura della lamiera sulle presse piegatrici. Le celle di piegatura rappresentano indubbiamente una soluzione avanzata per l’automazione industriale, aumentando la qualità e l’efficienza del lavoro. Grazie ai vantaggi della programmazione di ultima generazione, questi sistemi possono lavorare continuamente, fornendo risultati costanti, ripetibili e di alta qualità, senza la variabilità associata agli operatori umani. “Negli ultimi anni, le industrie di ogni settore hanno assistito e preso parte ad un significativo cambiamento verso l'automazione.” afferma Corrado Nucci, Co-titolare e Direttore Commerciale di VICLA -”La scarsità di manodopera qualificata è uno dei fattori che hanno spinto fortemente questo cambiamento.” Non è un segreto, infatti, che le aziende facciano fatica a trovare e trattenere risorse preparate, motivate e con le giuste competenze. Ecco che automatizzare la fase di piegatura rappresenta una soluzione concreta ed efficace per sopperire alla mancanza di personale. Non va dimenticato, tuttavia, che questo non si traduce in una perdita di posti di lavoro, bensì in una trasformazione del ruolo dell'operatore. Se da un lato la cella robotizzata riesce a sostituire il lavoro manuale, un robot non potrà mai rimpiazzare un piegatore altamente specializzato, anche perché non tutto può essere automatizzato. Esistono infatti lavorazioni talmente complesse che devono essere svolte necessariamente dalla mano umana. La mancanza di manodopera qualificata non è però l'unico fattore chiave che ha portato allo sviluppo di soluzioni robotizzate. L'altra grande sfida che accomuna l'industria moderna ruota attorno alla produttività. “Oggi più che mai – prosegue Nucci - le aziende hanno la necessità di dover aumentare la produzione, mantenendo bassi i costi e assicurando un costante livello di qualità. Le soluzioni automatizzate che VICLA propone agiscono su più fronti: velocizzare il ciclo di piegatura, salvaguardare il benessere dell'operatore, aumentare l'efficienza grazie alla modalità di scelta manuale o automatica e ridurre l'errore umano. VICLA ha presentato a SamuExpo 2024 una cella robotizzata di piegatura .MATRIX, soluzione studiata per rendere la fase di piegatura sempre più performante e rispondere alla crescente richiesta di automatizzare queste lavorazioni. ll riscontro in fiera è stato ottimo. Abbiamo ricevuto moltissimo interesse da parte delle aziende e i visitatori erano molto curiosi di capire le potenzialità di questo sistema integrato che si compone di piegatrice, robot antropomorfo con settimo asse e magazzino mobile di utensili e gripper. Ad oggi la cella robotizzata è una soluzione che si rivolge principalmente ad aziende che lavorano sia lotti numerosi sia lotti piccoli, grazie a un sistema di programmazione evoluto e la possibilità di automatizzare il cambio dei gripper e degli utensili; in questo modo diventa una soluzione interessante per tutti, grazie ad una configurazione modulabile e altamente flessibile. In poche parole rappresenta il futuro dell'evoluzione della pressopiegatura. Le celle robotizzate .MATRIX offrono infatti maggiore produttività, flessibilità e precisione, abbassando i costi di produzione. Si distinguono per l'altissima personalizzazione del robot e della piegatrice; quest’ultima può essere configurata nella potenza e nella lunghezza desiderate, mentre l'integrazione con il robot è progettata in base alle esigenze del cliente. La configurazione è talmente versatile che consente di utilizzare la piegatrice anche in modalità standalone, liberando così l'operatore dal vincolo dell'automazione in caso di necessità. Il design è compatto e risponde all'esigenza di ottimizzare al massimo la gestione dello spazio in officina. Il robot è in grado di lavorare una grande varietà di dimensioni grazie al gripper che consente la piega di particolari molto piccoli. È possibile dotare la cella robotizzata di un magazzino utensili mobile oppure integrato alla piegatrice (ATC) e ottenere un sistema di piegatura completamente automatizzato. I sensori high-tech garantiscono un angolo di piegatura sempre accurato. Il controllo dell’angolo, il sistema di bombatura adattiva Clever e il dispositivo Flex assicurano una linearità perfetta anche su materiali non uniformi. Matrix è dotata di una suite che unisce software di piegatura e programmazione del robot in un unico ambiente, consentendo inoltre l’importazione dei disegni, la raccolta dei dati in tempo reale, il monitoraggio dei lavori e la connessione ERP. “In passato la programmazione da ufficio era molto complessa e richiedeva molto tempo; oggi, grazie al nostro sistema Cad/Cam ultima generazione, la programmazione avviene in modo semplice, intuitivo e in poco tempo. La maggior parte delle aziende del settore già utilizza sistemi di disegno 3d e l'ufficio tecnico è già organizzato per gestire la fase di programmazione delle diverse fasi di lavorazione. In questo contesto, la cella di piegatura non presuppone conoscenze aggiuntive diverse rispetto a chi già utilizza sistemi Cad/Cam. Il sistema si programma facilmente perché basta importare un semplice modello 3d e il software automaticamente produce l'attrezzaggio, la sequenza e la simulazione. Inoltre, grazie al software di supervisione, si è in grado di conoscere all’istante l’impiego di tempo, materiale ed energia per produrre un pezzo. Questo consente di formulare preventivi più precisi ed elimina la discrezionalità del fattore umano”. Queste caratteristiche rendono le celle di piegatura Matrix particolarmente affidabili e produttive, contribuendo così a far fronte alla carenza di manodopera specializzata. La linea MATRIX comprende tre diverse tipologie di prodotti: Matrix Baseline: compatta ed efficiente BASELINE, un’isola robotizzata che combina una pressa piegatrice ibrida e un antropomorfo posizionato a terra che, nella versione Plus, consente l'attrezzaggio automatico degli utensili. Matrix Skyline: maggiore spazio, maggiore versatilità La seconda famiglia .MATRIX è SKYLINE, la cella di piegatura che combina una pressa piegatrice ibrida, un robot sospeso e una trave di scorrimento sopraelevata con zona di passaggio libera da ingombri. Questa soluzione permette di cambiare facilmente modalità di lavoro (manuale o automatica) parcheggiando il robot lateralmente; inoltre la piegatrice non necessita di blocchi di rialzo in fase di installazione e ciò rende questa soluzione molto più versatile ed ergonomica per l'operatore nel caso di utilizzo in modalità standalone. Matrix Tailor: un'unica automazione dal taglio laser alla piegatura Terza opzione è .MATRIX TAILOR, con cui VICLA permette con un’unica linea automatizzata di gestire tutto il ciclo di lavoro, dal taglio laser alla piegatura. Questa soluzione viene infatti progettata a partire da un’analisi delle esigenze del cliente e, sulla base di queste, si definiscono le soluzioni di automazione con, ad esempio, sistemi di sorting automatico di scarico pezzi tagliati e di movimentazione dei pallet tramite robot AGV. Con .MATRIX TAILOR diventa così possibile impostare con pochi click la programmazione, lo scarico dei pezzi dal laser, la movimentazione dei pallet alla zona di piegatura, le traiettorie del robot, monitorando costantemente le statistiche di funzionamento.
VICLA si è sempre distinta per la sua capacità di adattamento alle nuove sfide e, negli ultimi anni, complici una crescita aziendale esponenziale e nuovi investimenti, ha potuto beneficiare di una grande espansione che ha richiesto una riorganizzazione dello spazio produttivo e dei processi produttivi. In questa fase di industrializzazione l’azienda ha scelto di adottare la metodologia di Lean Manufacturing. «Quando siamo partiti, c’erano tante aziende molto più grandi di VICLA e la paura di non farcela era grande. All’inizio eravamo poco più di un’officina specializzata, ma con un grande sogno: portare l’innovazione nel settore della pressopiegatura. I primi anni sono stati difficili, non lo nego, ma già dalla prima fiera di settore a cui abbiamo partecipato, Lamiera a Bologna, il riscontro del pubblico è stato sorprendente. Di piegatrici ibride se ne sentiva parlare ancora poco, ma i primi clienti avevano quello spirito imprenditoriale che io chiamo lo sguardo verso il futuro. Se sei un imprenditore, sai che fermo non si può stare, si muore. Ci vuole innovazione in tutti i settori, soprattutto dove si crede che ce ne sia meno bisogno. Tutti gli imprenditori, oggi più che mai, sono chiamati a svolgere il ruolo di innovatori continui» Questa è la sintesi della storia di VICLA nelle parole del suo fondatore, Marcello Ballacchino. È stato questo approccio che ha portato VICLA in soli 10 anni ad affermarsi tra i top player del settore delle macchine utensili per lamiera, a testimonianza di una solidità industriale e finanziaria che si traduce per il cliente in una affidabilità senza compromessi. Del resto, come ha raccontato il fondatore Marcello Ballacchino nel libro “PIEGHE D’ARTE - Arte e Tecnica della Pressopiegatura Industriale”, la storia di VICLA nasce da lontano, da quasi 25 anni di esperienza (sua e del co-fondatore Corrado Nucci) nell’ascolto del cliente e nella ricerca di risposte sempre migliori ai problemi, ai bisogni e ai desideri di chi opera nel settore della lamiera. Tutto nasce in Brianza, la patria della pressopiegatura in Italia, dove sono nate le aziende che nel tempo hanno portato alto il nome del Made in Italy nel campo della lavorazione della lamiera. Fin dalla nascita, VICLA si è mossa su due binari che ne hanno delineato il percorso: da un lato, l’enfasi sull’italianità della manifattura, dalla consulenza iniziale alla “messa a terra” finale; dall’altro, l’innovazione costante. Negli ultimi due anni l’azienda brianzola ha vissuto una crescita esponenziale notevole, che ha richiesto l’allargamento dello spazio produttivo. “L’ampliamento della sede è un’operazione strategica che ci ha portato ad aumentare la capacità produttiva in termini di spazio, personale ed internalizzando nuovi processi produttivi - afferma Ballacchino - I nuovi investimenti includono, all’interno della nuova area produttiva, l’installazione di una Alesatrice Soraluce, un tornio e una fresatrice Dooshan. “Abbiamo inserito all’interno della nostra produzione anche tutta la parte di carpenteria e saldatura, che sono il primo step di realizzazione della macchina - continua Ballacchino - Nello specifico, a partire dalla lamiera grezza, realizziamo le spalle, il tubolari, le vasche che compongono la struttura di una pressa piegatrice. Nel breve futuro vogliamo cominciare a realizzare anche i cilindri ed incrementare la realizzazione della componentistica meccanica” Internalizzare la produzione è una delle chiavi per aumentare la produttività aziendale Farsi carico di fasi di lavorazioni che prima si demandava ad altri fa parte del processo di crescita aziendale che VICLA sta realizzando di anno in anno. “Produrre internamente ci consente di internalizzare lavorazioni fino ad ora demandate all’esterno - spiega Ballacchino - per un controllo capillare dell’intera filiera produttiva e di montaggio” I vantaggi dell’insourcing sono diversi: ”Innanzitutto, in caso di urgenze particolari, siamo in grado di organizzare la produzione senza dover dipendere dai tempi tecnici di terzi. Secondariamente, è più semplice avere customizzazione. Terzo, ma non per importanza, è la costruzione di un know-how aziendale inestimabile che ci consente di realizzare un prodotto di qualità superiore, controllato in tutte le sue fasi di produzione”. L’insourcing, quindi, offre degli indubbi vantaggi. Innanzitutto, una riduzione dei costi di approvvigionamento, di logistica e di trasporto, grazie all'eliminazione dei costi di intermediazione e di negoziazione con fornitori esterni. Da questo ne consegue che una naturale riduzione al minimo delle attività che non aggiungono valore. Trasferire all’interno la produzione permette di avere un prodotto monitorato fin dall'inizio del suo percorso produttivo, con un maggiore controllo in termini di standard qualitativi e maggiore flessibilità e rapidità nel personalizzare il design delle macchine. Un altro aspetto riguarda l’ottimizzazione dei processi produttivi, con lo sviluppo di nuove procedure, la creazione di un know-how interno e la riduzione dei tempi di realizzazione delle macchine. Quest'ultimo aspetto è ciò su cui la VICLA si è concentrata maggiormente, adottando un approccio basato sulla metodologia di Lean Manufacturing che ha permesso di riorganizzare l'intero assetto produttivo. Metodologia di Lean Manufacturing per una produzione snella La Lean Manufacturing era precedentemente nota come Toyota Production System e si riferisce a una filosofia di organizzazione produttiva che ha l’obiettivo di aumentare la velocità e la flessibilità nelle linee di produzione, consentendo all’azienda di produrre massimizzando le risorse. Particolare importanza assume il concetto di flusso: tutto deve fluire, muoversi in armonia e senza interruzione e gli ostacoli devono essere rimossi e superati. “Quando si aumentano i processi, tutto si complica, ma grazie ad un approccio di miglioramento continuo, in VICLA siamo in grado di agire prontamente per snellire i processi produttivi.” spiega Ballacchino. Come si applicano i concetti di Lean Manufacturing in un’azienda che costruisce macchine utensili? Il presupposto di partenza è pensare ad ogni asset - persona, strumento, spazio - come ad un ingranaggio di una macchina. Ogni componente fa parte di un meccanismo più o meno complesso e può essere costantemente migliorato. In particolare si cerca di eliminare ciò che crea disordine e confusione, come ad esempio la strumentazione inutile. Successivamente si riorganizza l’area con gli elementi necessari per lavorare in modo efficiente ed efficace. Portiamo un esempio facile per far comprendere: quando eseguiamo il montaggio in quota del gruppo idraulico di una piegatrice, è fondamentale assicurarsi di avere a portata di mano tutti gli strumenti ed i componenti in modo tale da evitare di perdere tempo nel dover recuperare qualsiasi cosa salendo o scendendo dalle scale. Per ottenere questo è necessario fare un’ analisi del processo: si osserva come operano gli addetti, quali attrezzature utilizzano per lavorare, come è organizzata l’area lavoro e come sono disposti gli strumenti, la componentistica e la minuteria. Fatta questa attività, si rilevano quali sono le inefficienze e le aree di miglioramento. L’approccio di “calarsi all’interno della fabbrica” permette di guardare l’azienda con occhi nuovi e a considerarla come un organismo dinamico che ogni giorno può essere modificato e migliorato. È infatti altamente improbabile che, con questa mentalità, le azioni intraprese abbiano effetti controproducenti. Un altro aspetto da non sottovalutare, è l'empowerment dei dipendenti, i quali sono chiamati a coltivare il proprio spazio di eccellenza e si sentono più motivati e valorizzati nella propria mansione. Ecco che il concetto di Lean Manufacturing trova applicazione in ogni ambito della vita aziendale; tutti i modelli organizzativi possono infatti essere migliorati ogni giorno, in un’ottica di continuous improvement. VICLA ha scelto di concentrare l’attenzione su tre perni principali della sua produzione: l’implementazione di nuovi controlli lungo l’intera filiera di produzione, l’analisi dei tempi con la conseguente eliminazione di inefficienze e di sprechi di tempo in fase di assemblaggio, l'introduzione di best practice e di nuove procedure. Tra le cose che sono state migliorate, nuovi controlli sono stati inseriti per monitorare meglio tutte le fasi produttive: si controlla il materiale semilavorato in modo tale da rilevare eventuali non conformità; inoltre, prima del collaudo ci si assicura che tutta raccorderia idraulica e i serraggi fatti con le chiavi dinamometriche siano conformi; un altro momento importante è il collaudo della macchina, dove sono stati aggiunti nuovi controlli qualitativi su specifiche aree e, infine, prima della spedizione viene fatto un check-up completo di alcuni elementi della macchina. Queste azioni di miglioramento hanno portato a risultati immediatamente misurabili e apprezzabili, perché permettono di agire qui e ora all’insorgere di problemi, evitando quindi di trovarsi alla fine del ciclo produttivo accorgendosi che qualcosa non funziona e dover quindi ricercare che cosa ha determinato eventuali problemi. Tutto ciò si traduce in tempi di produzione più veloci e che si avvicinano a un processo teorico ideale di produzione e montaggio delle macchine. “Questo ti permette anche di avere un prodotto sicuramente controllato fin dall'inizio del suo percorso produttivo, grazie ad azioni di monitoraggio in continuo aggiornamento - afferma Ballacchino - ciò impatta positivamente sulla produttività del reparto. Le tempistiche erano già buone prima dell’introduzione di questa nuova metodologia, ma siamo riusciti ridurre notevolmente i tempi e stiamo valutando di creare più turni di lavoro per incrementare ulteriormente la capacità produttiva.” Grazie al nuovo assetto produttivo, VICLA sta sviluppando piani ambiziosi per il prossimo futuro: ricerca di nuovi spazi produttivi, progettazione di nuovi prodotti e investimenti in ricerca e sviluppo. La costante attenzione all'innovazione e all'ottimizzazione dei processi produttivi fa di VICLA un esempio virtuoso di azienda Made in Italy e dimostra come l'innovazione e l'adozione di best practice possano portare al successo in un mercato competitivo.
Sin dai suoi esordi nel mondo della lavorazione della lamiera, VICLA opera con una mentalità orientata al futuro. Bypassando lo step della produzione di macchine tradizionali e volgendo il proprio interesse alla realizzazione di prodotti ibridi. Una scelta che insieme alle prerogative di qualità dei materiali e della componentistica ha consentito al marchio di affermarsi come ambasciatore di stile Made in Italy. È solo un esempio che testimonia la piena aderenza di VICLA a ogni innovazione capace di condurre l’azienda a livelli sempre più alti di competitività. E a una crescente automazione dei processi. Attraverso l’implementazione di interfacce e linguaggi che promuovano l’interazione tra operatore e macchina. Creando valore con l’utilizzo di dati che potenzino l’abilità di calcolo delle macchine. E ancora con l’utilizzo di strumenti interconnessi con sistemi fisici e digitali e adattamenti real time (stampa 3D, robot, interazione tra macchine). Tutte caratteristiche alla base della definizione di Industria 4.0 in cui VICLA si riconosce a pieno titolo. A tal proposito siamo lieti di annunciare di aver compiuto un ulteriore passo in questa direzione. Con l’aggiornamento del 3D PROV di VICLA, studiato per la preparazione e la lavorazione di prodotti 3D. Si tratta della possibilità di installare due nuove funzionalità. Software che consentono alle macchine, e alle aziende che le adottano per le proprie produzioni, di operare secondo i canoni Industria 4.0. La prima delle due nuove funzionalità è il Software Data Rec. Uno strumento capace di acquisire i dati della macchina e di inserirli in un database sql o access. Fornisce informazioni dettagliate per la programmazione del lavoro come i tempi di realizzazione di un pezzo, delle lavorazione in modalità manuale, semi automatica o automatica. Permette in buona sostanza di accedere ai dati relativi ai tempi di Programmazione, Attrezzaggio, Esecuzione del Test sul primo pezzo, Esecuzione dei Pezzi. La seconda funzionalità è il Software Track Prod. Offre la possibilità di tenere sotto controllo, visualizzare e tracciare i dati sul programma gestionale aziendale con una valorizzazione dell’intero ciclo di produzione. Fornisce infatti informazioni, analisi e report al fine di garantire un utilizzo ottimale della macchina e un Alarm History con controllo da remoto. Un servizio utilissimo per individuare le criticità attraverso la semplice visualizzazione dello storico dei messaggi inviati dalla macchina. Le nuove funzionalità dei Software Data Rec e Track Prod offrono dunque la possibilità di individuare le criticità. Al fine di ottimizzarle e ridurle al minimo. Con effetti benefici sulle performance aziendali e l’esame dei processi. E favorendo lo sviluppo di approcci basati sull’analisi dei dati tra gli operatori e l’organizzazione aziendale. Un numero notevole di vantaggi che rappresentano una rivoluzione nei sistemi produttivi delle aziende che scelgono il marchio VICLA per le proprie lavorazioni. Scopri come scegliere nel modo migliore la tua prossima pressa piegatrice: scarica ora il manuale gratuito sulla pressopiegatura.
Diversi fattori incidono sulla lavorazione della lamiera con le presse piegatrici, come la possibilità di programmare da remoto e l’adozione di sistemi innovativi di rilevamento spessore, bombatura attiva e controllo dell’angolo. In VICLA operano ingegneri e tecnici giovani e preparati. Personalità dalla mentalità aperta in grado di concepire soluzioni rapide e flessibili, studiate per far funzionare in maniera ottimale l’intero processo di lavorazione della lamiera e delle presse piegatrici: dal profilo alla realizzazione del pezzo. Ciò che si aspetta un artigiano è: la precisione del pezzo, la velocità di esecuzione, la capacità di raggruppare più lavorazioni in una sola macchina. Le presse piegatrici VICLA, dalla .SUPERIOR per grandi piegature alla .FIRST, la compatta per piccoli e medi formati, sono dotate di sistemi di programmazione a bordo macchina e da remoto. Questa ultima possibilità è garantita dalla dotazione di sistemi di controllo numerico che consentono di accrescere la qualità dei pezzi e l’abbattimento contestuale di costi e tempi di produzione. La programmazione da ufficio offre inoltre il vantaggio di ridurre al minimo l’intervento dell’operatore, in relazione anche alla difficoltà di reperire personale specializzato. Il primo step da compiere per la realizzazione di un pezzo è la realizzazione del disegno 2D (dxf o dwg) oppure 3D (iges o Step). Il sistema cad/cam di cui sono dotate le presse piegatrici VICLA è in grado di recepire i file 2D e 3D attraverso un’interfaccia USB o una scheda di rete e riconoscere le linee di piega e gli utensili da utilizzare. Così il software calcola in modo automatico e in funzione del profilo, dello spessore e del tipo di materiale, lo sviluppo della lamiera oltre alla sequenza di piegatura, la forza, il posizionamento degli assi e la bombatura. La perfezione del pezzo e la sua realizzazione rapida e senza errori dipende anche da altri fattori, quali la dotazione di sistemi di rilevamento spessore, di bombatura attiva e controllo dell’angolo. Prerogative tecniche che trovano un ampio utilizzo nelle presse piegatrici a marchio VICLA.
VICLA offre soluzioni efficaci ed efficienti per l’automazione dei processi per macchine presso-piegatrici. Con innovazioni e tecnologie top di gamma. Sono tante le innovazioni Industria 4.0 che in VICLA operano già a pieno regime. Prerogative che sono garanzia di grande flessibilità e rapidità di produzione, tempi ristretti di set-up, riduzioni di fermi macchina ed errori per una maggiore produttività e, naturalmente, una qualità superiore. A tutto vantaggio della competitività dei prodotti che mettiamo a disposizione dei clienti VICLA. Massima espressione in questo senso sono innovazioni come il TOP SHIFT, il caricatore automatico per utensili che si compone di un manipolatore per la gestione del cambio matrice, del cambio punzone e dello spostamento intermedio, di un magazzino utensile contenente matrici e punzoni, di una struttura per il collegamento piegatrice magazzino. Altre importanti caratteristiche sono la possibilità di personalizzazione della capacità magazzino, l’utilizzo solo di utensili Promecam Style superiori ed inferiori e la rotazione ponte per l’inserimento dell’utensile rovesciato. Il Matrix Code inoltre riconosce le caratteristiche e le dimensioni dell’utensile durante il caricamento nel magazzino. Il TOP SHIFT è infine dotata di un software realizzato per gestire le comunicazioni con i vari CNC relative ai 4 assi, al carico del magazzino, alle note informative degli utensili presenti. Il software gestisce in piena autonomia il set up del caricatore, carica e modifica programmi. Altra innovazione che in VICLA siamo orgogliosi di offrire è il robot cartesiano APR per la completa automatizzazione del processo di presso-piegatura con pressa idraulica, con applicazioni per pezzi di peso fino a 250 kg e con la possibilità di un utilizzo manuale. Il tutto senza alterarne le potenzialità rispetto alla piegatura in manuale anche dopo l’installazione del robot. Il robot APR segue la struttura lineare della pressa grazie ai suoi 5 assi, di cui 3 lineari e 2 polari, che consentono di eseguire agevolmente le operazioni di piegatura, ribaltamento e basculamento del pezzo. La programmazione del robot APR è resa più semplice dall’applicazione sulla pressa di trasduttori collegati direttamente al robot. Caratteristica che consente all’operatore di non dover eseguire nessun aggiustamento e di monitorare in ogni momento il processo di piegatura attraverso la segnalazione di eventuali anomalie e impedendo la produzione di pezzi difettosi. Per la gestione del robot APR sono disponibili 2 terminali operatore: il touch-screen e il joystick di movimentazione. Il software di programmazione del robot infine consente di eseguire in modo comodo e semplice tutte le operazioni di prelievo del foglio, piega con inseguimento automatico e scarico su pallet. Con inoltre la possibilità della gestione dello spazio di lavoro a “zone”. Per le operazioni completamente in automatico di prelievo, piegatura e deposito di profili in lamiera metallica, VICLA offre le celle di piegature robotizzate Matrix: macchine in grado di operare su pezzi fino a 400 kg di peso grazie all’impiego della tecnologia del taglio laser. Tra le principali caratteristiche ci sono l’affidabilità dell’elettronica, gli accoppiamenti a ingranaggi con recupero automatico dei giochi che consente la ripetibilità di posizionamento, una forza controllata della spinta contro i riscontri posteriori, a vantaggio di una maggiore durata della macchina o ancora il software di programmazione fuori linea BendWizard: il cervello che tutto controlla attraverso un’interfaccia user-friendly semplice e intuitiva, a garanzia di fermi macchina ridotti al minimo. Il software consente inoltre la programmazione fino a 4 differenti celle con robot di piegatura e della pallettizzazione dei pannelli piegati. Completano il profilo dell’offerta VICLA in tema di sistemi robotizzati il Flexbender - la soluzione standardizzata e flessibile, creata per l’asservimento di pressopiegatrici – e Robot Studio con l’innovativa tecnologia Virtual Controller: la piattaforma che offre la disponibilità su PC dello stesso sistema di controllo utilizzato dal robot e che permette di simulare fedelmente il comportamento del robot in termini di movimentazione, raggiungibilità dell’area di lavoro, collisioni e diagnostiche.
L’efficiente sistema Flex, l’optional in upgrade Clever Crowning e altre innovazioni: i segreti del successo VICLA. Una perfetta lavorazione della lamiera comporta il funzionamento sistematico di diversi fattori, tutti concorrenti all’ottenimento delle performance desiderate. Al di là degli optional di cui è dotata una macchina va da sé che è di massima importanza l’esperienza dell’operatore nel coordinare le lavorazioni, ma i progressi raggiunti finora dalle macchine a marchio VICLA ne consentono una gestione più che mai rapida e intuitiva. Sono poi naturalmente i contenuti tecnologici che fanno la differenza nell’ottenimento di alti livelli di prestazioni. A tal proposito il nostro riferimento numero uno è l’ammiraglia di casa VICLA: la pressa piegatrice .SUPERIOR, un gioiello d’innovazione che racchiude in sé tutti i segreti per ottenere performance ai massimi livelli di mercato. Oggi vogliamo citarne alcuni tra i più importanti. A cominciare da tutti quegli elementi che risultano fondamentali per produrre piegature estremamente precise. Citiamo innanzitutto il dispositivo Flex, l’innovativo sistema che, a prescindere dalla lunghezza del foglio di lamiera, è in grado di controllare le flessioni strutturali delle spalle mantenendo la stessa profondità di piega. Si tratta di un sistema di cui sono dotate soltanto macchine di segmenti superiori: una rivoluzione che sancisce l’eccellenza del rapporto qualità/prezzo della .SUPERIOR oltre che un crescente successo commerciale in mercati nazionali ed esteri. Un’altra innovazione che rende merito al marchio VICLA è la possibilità di applicare in upgrade il kit Clever Crowning: l’optional che offre la garanzia di una piega sempre ottimale anche su materiali non uniformi (per esempio forati/asolati misti a materiale pieno) e di agevolare enormemente il lavoro in officina. E senza la necessità del controllo da parte dell’operatore. Le correzioni del sistema di bombatura infatti non vengono gestite automaticamente dal CNC ma calcolate in tempo reale per ogni piega effettuata. A chiudere il cerchio della grande efficacia di piegatura delle macchine VICLA è la riduzione dei sistemi di tubatura dal cilindro al serbatoio: una soluzione che comporta un rendimento maggiore e notevoli livelli di precisione. La somma di tutte queste prerogative fanno delle nostre macchine veri e propri modelli di riferimento nel settore dei prodotti per la lavorazione della lamiera. I numeri in termini commerciali lo dimostrano.